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Il sito venetostato.com continua le proprie pubblicazioni supportando il movimento INDIPENDENZA VENETA.
La disponibilità di questo sito è stata sempre riconosciuta dalla proprietà alla dirigenza legittima del movimento indipendentista più rappresentativo, almeno finché questo è rimasto nell’alveo del rispetto delle basilari regole democratiche e lo resterà anche in futuro, sempre nel rispetto di tali regole fondamentali di civiltà.
A maggior ragione ciò vale ora che finalmente si apre la nuova fase di speranza per la politica veneta con il nuovo congresso costituente di INDIPENDENZA VENETA. Siamo finalmente lieti di poter contribuire a dare un futuro di dignità al Veneto tutto, supportando il nuovo movimento unitario per l’INDIPENDENZA VENETA.
venetostato.com
Fonte: http://www.indipendenzaveneta.com/ieri-ha-preso-forma-indipendenza-veneta/

Oltre 300 persone hanno partecipato sabato 12 maggio 2012 al grande evento per l’indipendenza veneta. Moltissime persone hanno dato vita a un corteo colorato e pacifico, molto applaudito dai tanti veneziani che si affacciavano e dimostravano il proprio consenso ai manifestanti.
L’obiettivo come anticipato era la consegna simbolica al governatore della Regione Veneto delle 20.000 firme della petizione popolare per indire il referendum per l’indipendenza veneta. La consegna vera e propria avverrà martedì prossimo in occasione dell’usuale conferenza stampa settimanale.
La necessità dell’Indipendenza Veneta chiama quindi gli attuali rappresentanti istituzionali veneti alla propria responsabilità politica e storica. La Regione Veneto può e deve indire al più presto un referendum per la nostra indipendenza. I nostri rappresentanti istituzionali devono avere il coraggio e la coscienza civica farlo, altrimenti ne sconteranno le conseguenze elettorali da parte dei cittadini che a maggioranza vogliono l’indipendenza veneta. In tal caso, vorrà allora dire che in tempi brevi Indipendenza Veneta diventerà la prima forza politica del Veneto.
L’evento di ieri ha portato secondo molti osservatori il maggior numero di bandiere indipendentiste venete che mai si sia visto a Venezia. Lungo le calli ha quindi preso forma l’evoluzione dell’esperienza recente del movimento veneto che ha visto la presentazione in anteprima assoluta delle nuove bandiere per l’indipendenza veneta.
Sono state molte anche le adesioni di personalità importanti di primo piano, che in questi anni hanno dato vita al moderno pensiero indipendentista veneto.
In prima fila Lodovico Pizzati, docente e economista di fama internazionale e Alessia Bellon, imprenditrice nel settore dell’economia digitale, che già come segretario e presidente di Veneto Stato hanno permesso di superare un’esperienza politica che si è conclusa con le elezioni amministrative di domenica scorsa, con l’elezione del primo consigliere comunale indipendentista, che a sua volta era presente ieri, Davide Pozzobon, eletto con oltre il 10% dei voti dei cittadini di Susegana. Molto applaudito come sempre l’intervento dell’avv. Alessio Morosin, avvocato difensore dei Serenissimi e proponente della risoluzione della Regione Veneto numero 42 del 1998, il primo atto istituzionale nel nome dell’autodeterminazione del Popolo Veneto, che ebbe l’effetto immediato di far interrompere i lavori del parlamento italiano. Grande emozione ha inoltre prodotto la relazione dell’avv. Luca Azzano Cantarutti, il promotore del Tribunale Veneto, la prima istituzione veneta, perfettamente legale e anima della fase costituente che porterà alla costituzione di Indipendenza Veneta. Con una sorpresa dell’ultimo minuto si è registrata la partecipazione e il saluto del prof. Paolo Luca Bernardini, che assieme a Gianluca Busato, che ha guidato il corteo, aveva costituito il primo partito indipendentista veneto nel maggio 2008.
Molto applauditi sono stati anche gli interventi di Gianluca Panto, che ha parlato a nome degli imprenditori veneti che sempre più stanno abbracciando l’ideale di indipendenza veneta, Claudio Rigo, che ha ricordato i fratelli veneti della diaspora ammonendo tutti sulla necessità dell’indipendenza in tempi brevi per non dover tornare ad emigrare e Franco Tonello, che nel 215° anniversario del tremendo zorno del 12 ha portato i saluti di Venezia Capitale.
Nel vuoto politico spinto della partitocrazia italiana, oramai crollata sotto i colpi del fallimento proprio e dello stato italiano, da ieri finalmente i veneti hanno una speranza di poter perseguire l’unica speranza che possa permettergli un futuro di dignità.
Il nuovo movimento politico, che nasce quindi come esperienza di aggregazione di diverse realtà politiche che condividono il progetto legale e democratico per l’indipendenza veneta, vedrà la luce ufficialmente domenica 27 maggio prossimo, con il congresso costituente che ne approverà lo statuto e ne eleggerà i rappresentanti politici.
El zorno tremendo del 12, da ieri è diventato el zorno stupendo dell’indipendenza veneta.
Ufficio Stampa
Comitato per l’Indipendenza Veneta
Consegna delle firme per l’indipendenza in Regione e Assegnazione dei premi “i Grandi Dittatori anno 2012”.
Dopo le elezioni amministrative che hanno segnato la crisi irreversibile della partitocrazia italiana, la politica veneta riparte nel segno dell’indipendenza.
L’evento clou non poteva che avvenire il 12 maggio 2012. 215 anni dopo la caduta della Serenissima e nei giorni in cui parte l’America’s Cup, i cittadini veneti si danno appuntamento proprio nella Capitale per segnare l’inizio di una nuova era dell’indipendenza veneta.
Nell’occasione saranno conferiti inoltre dei premi speciali a personaggi e organizzazioni che si sono segnalate in modo negativo in questo momento di grande cambiamento politico. L’iniziativa, denominata “i Grandi Dittatori anno 2012”, prevede in particolare la premiazione di:
• un organo di informazione;
• un politico;
• un’istituzione italiana.
che si sono segnalati in modo particolarmente negativo nelle ultime elezioni amministrative e nell’attuale momento storico.
A breve saranno comunicati i “vincitori”.
Per quanto riguarda il programma della manifestazione, a partire dalle ore 15, con ritrovo ai piedi del ponte di Calatrava, si snoderà per le calli di Venezia il corteo pacifico e colorato che avrà la missione di consegnare in Regione Veneto le decine di migliaia di firme raccolte da inizio 2012 della petizione popolare per indire il referendum per l’indipendenza veneta.
Il corteo, cui parteciperanno le più importanti personalità che stanno animando il movimento indipendentista, sarà inoltre l’occasione per anticipare la nascita del soggetto politico che segnerà l’evoluzione dell’indipendentismo veneto.
Tra i partecipanti segnaliamo Lodovico Pizzati e Alessia Bellon, che come segretario e presidente hanno guidato Veneto Stato all’evoluzione che permetterà di superarne l’esperienza, Alessio Morosin, proponente della risoluzione 42/1998, il primo atto formale in favore dell’autodeterminazione del Popolo Veneto e difensore dei Serenissimi, che 15 anni or sono svegliarono le coscienze di tutti i veneti con un atto eroico, Luca Azzano Cantarutti, proponente del Tribunale Veneto che costituisce il primo esempio di istituzione – perfettamente legale – dell’indipendenza veneta, Gianluca Busato, Teresa Davanzo, Nicola Gardin, Davide Pozzobon, il primo storico consigliere comunale eletto per l’indipendenza veneta, Gianluca Panto, l’imprenditore che per primo ha dato il segnale di una nuova era che si apriva nella politica veneta, sostenendo l’indipendentismo dal primo momento e molti altri ancora.
La data del 12 maggio 2012 è importante almeno per tre ragioni:
1) In questi ultimi mesi abbiamo raccolto migliaia di firme per indire un referendum per l’Indipendenza Veneta, e ora saranno tantissimi i cittadini a presentarle in Regione.
2) La maggioranza dei veneti è favorevole all’indipendenza (53,3% secondo il sondaggio di gennaio di Mps Marketing), e sappiamo che i veneti hanno fattoo la fila ai banchetti per sottoscrivere questa nostra iniziativa.
3) Essa costituirà la nascita di una nuova fase che ci permetterà di aggregare altre realtà venete, nel nome dell’indipendenza veneta.
Il percorso legale e referendario per l’indipendenza veneta è ben delineato.
L’intenzione dei veneti a fare come gli scozzesi è una realtà già consolidata.
Ora partirà la trasformazione di tale intenzione in consenso politico organizzato.
Il vento di questa primavera si sta alzando anche per noi veneti: sabato 12 maggio inonderemo Venezia di leoni alati.
Con uno strappo alle regole editoriali, voglio iniziare queste righe con un messaggio di servizio. In questi giorni, probabilmente considerata la mia “anzianità di servizio” pur non rivestendo cariche istituzionali all’interno del partito, sto infatti ricevendo molte telefonate e messaggi da parte di soci e persone preoccupate per aver ricevuto minacce e pressioni politiche assurde e ingiustificabili da parte di esponenti del nazivenetismo più becero che si distinguono per il proprio stile consueto che nulla a che fare con la politica indipendentista virtuosa.
Il consiglio che voglio dare è di non prendere in considerazione tali minacce e anzi di far sapere a queste persone che attività di questo genere possono addirittura configurarsi come forme di violenza privata e come tali perseguibili penalmente e civilmente.
Passate le considerazioni relative alla miseria politica, va detto che siamo in molti a vivere il periodo attuale in modo un po’ particolare, impegnati da un lato in una campagna elettorale che sta entrando nel momento culminante e dall’altro nella consapevolezza che il momento politico generale è estremamente delicato.
Lo stato italiano è morente e ogni giorno che affronta appare un po’ come un giorno rubato alla morte ormai prossima che se lo ruberà per sempre per portarlo nell’inferno delle istituzioni che hanno dato pessimo esempio di sé nella storia.
I partiti sembrano delle compagnie di avanspettacolo, al limite tra il grottesco e la cronaca nera carceraria, ammorbati da una crisi sistemica che li sta soffocando ogni giorno di più, esponendone la pochezza intellettuale e l’incredibile voracità da parassiti che è lo specchio triste della crisi finanziaria e politica irreversibile di questo stato.
Noi stessi ci stiamo avviando verso una trasformazione importante, che permetterà al nostro progetto politico di superare i confini oramai da riserva indiana del venetismo, che dopo trent’anni di vita ha esaurito il proprio corso di vita. Viviamo quindi quella fase di vigilia di un cambiamento importante e fondamentale che comincerà a prendere la propria forma proprio con la conclusione della campagna elettorale e soprattutto con la manifestazione indipendentista del 12 maggio prossimo a Venezia, che segnerà l’inizio dell’azione politica concreta per la completa indipendenza politica della Venetia.
Decine di migliaia di veneti nel corso di questi pochi mesi di inizio 2012 hanno firmato la loro decisione non più rinviabile che si deve tradurre nell’indizione urgente di un referendum per l’indipendenza.
Tale obiettivo non è più rinviabile. Voglio allora idealmente portare il mio sostegno a tutti i veneti che in mille modi sono impegnati ogni giorno in una straordinaria opera di volontariato per assicurarci l’indipendenza tanto desiderata.
Pensate cari amici che solo pochi mesi questo traguardo era del tutto impensabile. Nel momento dell’attesa per la nuova dimensione che avremo, che di per sé stesso è un momento carico di trepidazione, dobbiamo trovare la forza che sola alberga nei cuori, nelle menti e nell’anima delle persone coraggiose che sanno con certezza qual è l’unica possibilità reale per un futuro di dignità che ci meritiamo, ovvero intraprendere il percorso politico legale, pacifico e democratico per l’indipendenza della Venetia.
Dobbiamo essere soddisfatti dei grandi risultati che stiamo ottenendo e che si traducono nella consapevolezza che gli unici artefici del nostro destino di veneti liberi siamo noi stessi.
Con i migliori Auguri di un Serenissimo San Marco a tutti i veneti di buona volontà.
Gianluca Busato
In occasione del giorno di San Marco ho voluto scrivere questo breve testo, come omaggio a quelli che noi Veneti eravamo, siamo e sempre saremo.
A tal proposito vorrei citarvi alcune righe tratte da un articolo del Gazzettino del 24 Aprile intitolato: ”LA BANDIERA DI S. MARCO SIMBOLO DI LIBERTA’, E’ ORMAI QUASI INVISIBILE”; lo scrittore infatti nel suo testo spiegava come la bandiera Veneta, che incarna in sé libertà, onestà e buon governo e perciò ammirata e stimata in tutto il mondo, possa non essere presente affianco alla bandiera europea e italiana nella maggior parte dei luoghi pubblici, nonostante ci sia una legge regionale che lo impone.
Secondo me questo è un fatto sconcertante perché come dice l’autore dell’articolo, “l’italia si sta prodigando al nazionalismo”, i tricolori nelle città, nelle piazze, ad ogni lampione sono innumerevoli.
Credendo di vivere in un paese democratico nemmeno ci rendiamo conto del lavaggio del cervello che continuamente ci viene imposto. Durante il fascismo era molto più evidente dato che ci fu un colpo di stato da parte di Mussolini e quindi un attentato alla democrazia; ma voglio invitarvi a riflettere, non è forse un colpo di stato (inteso come attentato alla democrazia) quello fatto da Napolitano nei confronti di tutti i cittadini Italiani per nominare Monti??
VOGLIONO CREARE SENSO DI UNITA’ DOVE UNITA’ NON C’E’ E MAI CI SARA’!
Noi veneti dobbiamo renderci conto che possiamo ritornare a risplendere come una stella polare, dobbiamo difendere la nostra cultura la nostra storia, la nostra bandiera.
Concludo dicendo che per me il gonfalone di San Marco è segno di profonda speranza verso un futuro dove i veneti saranno nuovamente liberi, come un leone nella savana, e potranno ricordare sempre, guardando quella gloriosa bandiera chi sono, chi sono stati e chi sempre saranno.
Veneto Stato Giovani
Riccardo Tonellato
La crisi in realtà è un serpente che cambia pelle
La fase politica che sta vivendo l’Italia pone in evidenza le gravi contraddizioni del più imbarazzante tra gli stati occidentali, dilaniato dalla tenaglia terribile del taglio di costi e soffocamento della crescita economica con una fiscalità asfissiante, che stritola qualsiasi speranza di ripresa.
Il governo Monti sta insomma disperatamente quanto vanamente cercando di supplire al fallimento politico dei partiti italiani, che in questi giorni hanno dato uno spettacolo indecente con il ‘sacco’ vergognoso e truffaldino del finanziamento pubblico ai partiti.
Nel farlo ha messo in pratica un autentico incaprettamento del sistema economico, che riveste particolare forma di gravità in tutta la Venetia, come dimostrano i suicidi tra imprenditori, pensionati e disoccupati con fasce sempre più crescenti della popolazione ormai ai margini del sistema economico e produttivo.
Il dramma tutto italico e specialmente veneto è dato proprio dall’impossibilità pratica di utilizzare le leve dello sviluppo che solo la capacita di innovazione può garantire. Per innovare si dee investire in know-how. Più passa il tempo e maggiori diventano i rischi per le aziende stritolate dal tritacarne economico della storia di restare risucchiate nel sottosviluppo. Interi settori rischiano di sparire.
I nuovi mercati digitali sono un’enorme opportunità che rivelano addirittura una mancanza di personale specialistico. Le università e l’intero sistema scolastico ed educativo sono totalmente avulse dal fenomeno culturale in atto e anzi rappresentano un ostacolo alla diffusione della conoscenza a causa di un arretratezza oramai endemica e aggravata dal corporativismo crescente.
L’incomprensione dei macrofenomeni in atto è tanto più grave quanto si pensi che alberga nelle classi supposte dirigenti.
Per questa ragione diventa fondamentale riuscire a creare una progettualità politica che possa permettere alla Venetia di cogliere le opportunità derivanti dal saper accettare le sfide della modernità.
Andare oltre Veneto Stato significa capire che la crisi attuale è in realtà una straordinaria opportunità: se capiamo che si tratta in realtà di un serpente che cambia la pelle, allora risulta evidente a tutti che il processo di ottenimento dell’indipendenza con un percorso legale, pacifico e democratico è in realtà una strada semplice e in discesa.
Non ci resta quindi che percorrerla quanto prima. Sono già partiti gruppi di lavoro straordinari per creare una nuova organizzazione politica, con un nome nuovo, con una simbologia innovativa che ci permetta di superare l’esperienza di Veneto Stato, che si concluderà in modo definitivo con le prossime elezioni amministrative.
Andiamo oltre, per disegnare il futuro che ci meritiamo. Alternative non ne esistono.
Gianluca Busato
Candidato sindaco di Silea
Tutti a Venezia il 12 maggio, per l’indipendenza del Veneto
Per una volta debbo ringraziare un organo di giustizia italiano, il consiglio di stato di Roma, che, nel nome del popolo italiano ha voluto dire la propria opinione in merito a una sentenza espressa dal tribunale amministrativo regionale di Venezia che aveva dato il proprio parere favorevole rispetto all’ammissione della lista di Veneto Stato che candidava a sindaco il nostro Giuliomaria Turco.
La decisione dell’organo giudiziario romano ha capovolto quella dell’organo giudiziario veneto e ha dato ragione ad altri esponenti. Nel farlo non ha minimamente considerato quanto previsto dalla legge elettorale vigente e ha deciso di equiparare Veneto Stato a un partito presente nel parlamento italiano (forse con un ironico auspicio nei confronti delle decisioni che prenderanno gli appellanti in tal senso), con una sentenza che è chiaramente politica.
Al di là degli esiti della vicenda, credo sia importante dare una visione politica e come da abitudine non mi voglio sottrarre neanche in questa occasione a tale compito.
Ho già per altro anticipato il mio pensiero, sebbene solo per alcuni tratti, dato il momento di impegno in campagna elettorale.
Ora però ritengo sia giunto il momento di prendere alcune decisioni importanti, in un momento di svolta cruciale della politica veneta ed europea.
L’evidente carenza portante del sistema politico italiano è infatti sotto gli occhi di tutti, scandita a tappe forzate dalla crisi economica e sociale in cui versa lo stato italiano.
Il nostro movimento indipendentista tutto può permettersi in questo frangente fuorché il sospetto di non essere indipendente nelle proprie decisioni vitali. Il sospetto, per taluni ben più che tale, della presenza di componenti che non godano di un’autonomia decisionale e politica e che rispondano invece all’influenza, o peggio all’interesse di parti esterne a Veneto Stato ci ha convinti da tempo ormai dell’esigenza improrogabile di un’evoluzione del nostro movimento. La completa indipendenza politica della Venetia potrà avvenire solo se le persone che hanno maturato tale convinzione e hanno fatto propria la consapevolezza di adottare quanto prima il necessario percorso politico legale, pacifico e democratico comprenderanno che è fondamentale anche creare una armonia e fiducia condivisa attorno a tale progetto e alle persone che lo fanno proprio. Una stagione di sospetti e di veleni maturati nel brodo primordiale dell’ignoranza politica hanno fatto sì che finora il gruppo dirigente e pensante di Veneto Stato fosse ostacolato in ciò da un gruppo esiguo di persone organizzate che per motivi che solo la storia ci farà comprendere ha deciso di cercare di interrompere il cammino verso l’indipendenza nell’alveo del percorso legale individuato. Allo scopo si sono rivelati congeniali a tale azione alcuni personaggi ereditati ahinoi dal sistema fallito della partitocrazia italiana.
Fatto sta che da alcuni mesi si è protratta una stagione di incertezze culminata al suo massimo proprio nel pieno della campagna elettorale che invece avrebbe dovuto vederci uniti, se mai fossimo stati una carne politica sola.
Così non è. Ecco che allora si impone la scelta non più rinviabile di creare un soggetto politico che sia autenticamente indipendente e responsabile delle proprie scelte, senza influenze di gruppi di potere deviati di altri partiti italiani.
L’evoluzione di Veneto Stato culminerà quindi a brevissimo nella fondazione di un soggetto politico nuovo, che si emanciperà da tale controllo e ricatto cui fino ad oggi siamo stati sottoposti.
Questo è il mio pensiero. Questo è il passaggio di maturità politica che assieme a molti altre venete e veneti coraggiosi mi appresto a fare. Consapevole che l’anima, la mente, il coraggio e la volontà di Veneto Stato siamo noi. Il resto è solo un insieme di scatole vuote riempite con ricordi nostalgici di un passato che non tornerà più.
Raccogliamo insieme le sfide della modernità, per noi, per chi ci vuol bene e per coloro cui vogliamo bene.
Più forti di prima, saremo molto più vicini all’indipendenza della Venetia. Il 5 maggio a Venezia dobbiamo essere in tanti.
Gianluca Busato
E su Maniero: “ho scatenato l’invidia nei miei avversari”
In merito alle notizie apparse nel fine settimana su alcuni quotidiani, Veneto Stato rettifica le notizie false pubblicate attribuite al candidato sindaco Gianluca Busato.
Non corrisponde infatti al vero che siano attribuibili a Gianluca Busato alcune dichiarazioni riportate su siti internet e riprodotte dagli organi di informazione sulla precisa identità assunta da Felice Maniero.
È pure falso che Gianluca Busato sia mai stato espulso da Veneto Stato, di cui tra l’altro è il portavoce. Per verificarlo basta chiederlo al legale rappresentante del partito, il segretario di Veneto Stato prof. Lodovico Pizzati.
Dimostrazione ne è data inoltre dal fatto che taluni invidiosi che millantano cariche inesistenti e che hanno tentato in ogni modo di frenare la corsa di Veneto Stato a Silea si sono visti rigettare i propri ricorsi dalla commissione elettorale che ha dato ragione a Veneto Stato e a Gianluca Busato.
Appare evidente a tutti che la campagna elettorale in corso a Silea da parte di Veneto Stato stia avendo particolare successo e lo dimostrano i continui attacchi che il candidato sindaco Gianluca Busato sta ricevendo dagli avversari rappresentanti di partiti italiani pieni zeppi di ladri e corrotti, come dimostrano le tristi cronache della squallida politica italiana di ogni giorno.
A tal proposito Gianluca Busato ha dichiarato: “Veneto Stato rappresenta l’unica reale alternativa a un sistema di partiti che ha dimostrato il proprio fallimento e che oggi tenta un accanimento fiscale tartassando i cittadini veneti di tasse inique, a cominciare proprio dall’imu. Altro che Salva Italia: Basta Italia! Ripartiamo da Veneto Stato”.
Su Maniero, infine, Busato risponde a quanto dichiarato ai giornali dagli avversari del centro-destra e del centro-sinistra, affermando: “Le code polemiche sono frutto dell’invidia. Risulta vero che i cittadini di Silea hanno dimostrato di apprezzare particolarmente la denuncia pubblica di un fatto che è risaputo e per avere testimonianza del quale basta dedicare qualche decina di minuti nelle vie del paese, chiedendo alle persone cosa ne pensino.”
Ufficio Stampa
Veneto Stato
Ginetta Salvador, segretario comunale di Susegana si rifiuta di pubblicare in originale il programma elettorale di Veneto Stato-Susegana siete Voi, con candidato sindaco il nostro Dott. Davide Pozzobon, che viene dato per favorito nella vittoria finale.
La questione nasce dal fatto che Veneto stato ha presentato una copia con il testo interamente a colori corredato di numerose immagini in alta definizione.
Ciò ha conferito al lavoro un aspetto particolarmente pregievole, fatto che alcuni hanno supposto essere “non gradito al sindaco uscente”.
Per non sfavorire le altre liste , tutti i programmi sono stati invece riscannerizzati in grigio e bassa definizione e pubblicati in tal modo sul sito comunale.
Ecco la dichiarazione di un incaricato : “…ho disposto che tutti i programmi fossero pubblicati in bianco e nero, eguagliandoli “al ribasso di qualità grafica”, non potendo eguagliarli “ al rialzo di qualità grafica”.”
Gianluca Panto, rappresentante di lista ha dichiarato: “Sono piccoli dispetti che mi fanno sorridere , ma è giusto che i cittadini conoscano queste dinamiche di boicottaggio, perché se non c’è garanzia di trasparenza nelle piccole cose, cosa potrebbe succedere negli atti importanti , per esempio le gare di appalto?”
“La decisione ci danneggia, perchè uniforma il nostro lavoro ad un grigiore burocratico, che non ci appartiene .
Non ho problemi ad affermare che il segretario comunale ha dovuto suo malgrado favorire la lista del sindaco uscente Montesel il quale politicamente si comporta come un piccolo Bossi malato di nepotismo, tenendo i dipendenti comunali in ostaggio.
Le istituzioni devono cambiare marcia, diventare più credibili e trasparenti, come in Svizzera. Montesel lo sento superato e con lui vedo vecchia anche la Scarpa”.
Questi episodi dimostrano come la lista di Veneto Stato-Susegana Siete Voi e il candidato sindaco Pozzobon stiano creando un grande fenomeno di interesse politico a Susegana, creando le condizioni per un grande risultato politico nel nome dell’indipendenza del Veneto.
Grande interesse ha suscitato l’incontro organizzata a Loreggia dall’architetto Nicola Gardin e i nostri candidati per Veneto Stato .
La serata di approndimento culturale ha sviluppato il concetto di buongoverno di cui la Serenissima fu esempio riconosciuto.
Di notevole spessore il relatore avv. Luca Azzano Cantarutti che ha evidenziato in particolare virtù e qualità della legislazione della Repubblica Veneta, tracciando un percorso che menzionava i più importanti capitoli della sua gloriosa storia.
Tra i presenti vi era la stampa specializzata, studiosi, saggisti e documentaristi accomunati dalla passione per il nostro passato.
Molto piacevole ed interessante anche la seconda parte della serata che ha visto illustrare alcune divise militari dell’Esercito Veneto 1797 del Reggimento Treviso al comando dal capitano Dorella .
Di grande impatto emotivo è stato il brano patriottico recitato dalla brava Elisabetta Bonazza.
A chi a chiesto al candidato sindaco Nicola Gardin perchè abbia voluto la serata a tema storico nel pieno della campagna elettorale ha risposto : ” noi di Veneto Stato non vogliamo proporre a Loreggia la riedizione della Serenissima, ma vogliamo far comprendere quanto grandi fossero i valori di governo, vissuto come puro servizio ai cittadini. Questi principi sono insiti nel dna dei Veneti che pensano costantemente al bene della propria terra , ma che non sempre vengono così rappresentati. Infatti i vecchi politicanti del territorio si sono mascherati da zelanti innovatori riproponendo obiettivi che hanno visibilmente fallito. Veneto Stato rappresenta con forza la novità che coniuga politica ed etica , come ci hanno insegnato i nostri padri ai tempi della Serenissima . Essi mettevano al bando vantaggi e culto della personalità curando solo l’interesse pubblico”.
Un’ altra serata di approfondimento storico è stata organizzato per il 18 a Loreggiola.
Teresa Davanzo
Veneto Stato coordinamento provincia di Padova


