Perché sto con Pizzati

ottobre 19, 2011  |  Societa'  |  Share

 


Come semplice socio di Brescia, e come coordinatore (dopo aver sentito tutto il coordinamento) ho deciso di sostenere Pizzati per vari motivi.
Avendo un problema con il nome del partito, e dovendomi confrontare con gente che risponde “siamo in Regione Lombardia”, avere un biglietto come lui aiuta, non solo è laureato in economia, con phd e ha lavorato a washington d.c., ma fa vedere in ogni suo video, che la materia la “possiede” davvero. Che sa, insomma, di cosa parla.
Ho conosciuto Pizzati attraverso i suoi post su Noisefromamerika.org e da li ho capito che di motivi per l’indipendenza della Venetia e del bergamasco ce n’eran di piu solidi del semplice “siam stati veneti per 500 anni” o del riparare ingiustizie quali plebisciti truffa o mai eseguiti: si tratta più prosaicamente, di un buon affare.
Inoltre, sul piano organizzativo, Pizzati mantiene un tipo di visione che a noi piace tantissimo: una visione inclusiva di tutta la Venetia.
Noi non siamo veronesi, rovigotti o vicentini, ma siamo bresciani: la visione di Pizzati ci permette di mantenere le nostre peculiarità, di agire rispettando la nostra diversità, e allo stesso tempo di riconoscerci in un progetto ad ampio respiro. Non ci saremmo mai tesserati se avessimo avuto il sentore di andare a finire in un partito o (un domani) in uno stato dove le diversità non sono apprezzate e tutelate ma solo sbandierate. Pizzati lo fà fin da ora.
Il modello Pizzatiano è, se vogliamo, quasi “tedesco”: uno di Hannover si sente tedesco nella misura in cui lo stato centrale riconosce le sue peculiarità e le protegge, cosi ci sentiamo con Pizzati, Non abbiamo troppe linee perentorie di guida ma poche e chiare, e solo cosi si può crescere, sopratutto dal momento che il movimento si pone l’ambizioso progetto di espandersi a est.
Ho sentito critiche sulla “disorganizzazione” ma abito in una Regione che definire centralista è minmizzare e se il “federalismo pratico” (il lasciare che i coordinamenti si scelgano i candidati sindaci per i capoluoghi, ad esempio) di Lodovico è scambiato per disorganizzazione, vi invito a trasferirvi qui, poi vedete come funziona una struttura verticistica e centralista come la regione in cui abito.
Simpatia personale a parte, sostengo Pizzati per motivazioni pratiche: la gente qui a Brescia è stufa di avere uno stato e regione centralista: Lodovico fa vedere loro che è fattibile, non solo con spiegazioni politico-economiche, ma soprattutto perché ha le basi culturali per interpretare correttamente il vero spirito della Serenissima, quel capolavoro di stato che diede secoli di pace e benessere fino all’Adda.

Davide Hauner
Coordinatore Provinciale Veneto Stato – Brescia