Archive for Politica

Indipendenza Veneta e' un fiume in piena che alimenta il nuovo Rinascimento Veneto

Indipendenza Veneta e’ un fiume in piena che alimenta il nuovo Rinascimento Veneto

ottobre 18, 2012  |  blog, Politica  |  No Comments  |  Share

Una folla di 600 persone a Castelfranco celebra il trionfo del movimento guidato da Lodovico Pizzati

Fonte: Indipendenza Veneta

Il passaparola è partito e gli argini sono stati rotti. Il fiume in piena del Popolo Veneto ha cominciato ad ingrossarsi in modo incontenibile ieri sera a Castelfranco Veneto, in occasione della celebrazione per l’approvazione del Consiglio Regionale straordinario per l’Indipendenza Veneta. Uno spettacolo di folla, in piedi e seduta anche per terra. I posti a sedere previsti per una serata come questa erano 250, tutti esauriti. Le sedie fatte portare all’ultimo momento erano altre 150. Altre 200 persone erano appunto sedute per terra e in piedi, dentro e fuori la sala. Tantissime le persone intervenute che sono tornate a casa perché non c’era più spazio nell’hotel neanche nelle sale d’aspetto.
Il Veneto si è mosso in modo trasversale, superando ogni steccato ideologico e partitico, come un sol Popolo e i 42 consiglieri regionali di tutti i gruppi che ieri hanno firmato la convocazione di una seduta straordinaria per l’indipendenza veneta sono stati all’altezza delle aspettative del fiume in piena di persone che a Castelfranco Veneto hanno dato un segno inequivocabile di sovranità.
Le ragioni per l’indipendenza sono ragioni di cuore e la loro forza si alimenta con le ragioni della mente e del buon senso.
Un’ingiustizia feroce che attanaglia i veneti e si consuma con il furto aggravato di 8 parti su 10 della ricchezza che producono, la distruzione del nostro sistema educativo, formativo e culturale, al punto che non esiste più alcuna università veneta (e neanche italiana) tra le prime 250 del mondo, il degrado sociale che vede aumentare in modo sempre più visibile le fasce di povertà e indigenza, il saccheggio del nostro sistema sanitario, la volgarizzazione della cultura, la profonda corruzione della classe dirigente italiana, il proliferare dei cimiteri industriali che ormai attorniano le nostre città di capannoni vuoti sono la fotografia della speranza che l’Italia ha distrutto e che oggi rinasce sotto il segno dell’Indipendenza Veneta.
Un nuovo Rinascimento Veneto è già in fieri, grazie all’azione di una squadra straordinaria di persone preparate, determinate, moderate e con un cuore enorme, come quello delle 600 persone che ieri hanno celebrato il trionfo e la leadership di Indipendenza Veneta.
Niente e nessuno – neanche la disinformazione di uno stato italiano con la stampa meno libera del mondo occidentale e non solo – possono arginare l’oceano pacifico e democratico che da ieri si è formato e in breve riempirà tutte le città del Veneto, in modo naturale quanto inesorabile. Il passaparola ha una forza e una viralità che non possono essere contenute artificialmente e con le bugie di regime.
La nuova Repubblica Veneta – che già è nei cuori della grande maggioranza dei veneti – in breve sarà anche al suo posto nel mondo tra le nazioni riconosciute, che già – attraverso gli organi di informazione internazionale – hanno dato ampia dimostrazione in questi giorni di riconoscere e ricordare i fasti del nostro serenissimo passato che noi abbiamo scordato.
La Venetia sarà un Paese straordinario in cui vivere, libero e tollerante, aperto all’Europa e al mondo, dove il cittadino regnerà sovrano, con un benessere con pochi pari al mondo. Una repubblica moderna ed efficiente, con una classe dirigente preparata e qualificata che non sarà onnipotente, bensì controllata dalle comunità di cittadini e dove il lavoro non sarà più ostacolato, bensì promosso grazie a una legislazione certa e snella e a una tassazione leggera quanto ferma.
Tutto ciò è il minimo che ci meritiamo.
Il tripudio di folla di Castelfranco Veneto, che si trova esattamente al centro del Veneto odierno, rappresenta la nuova tappa fondamentale di accelerazione verso la nostra indipendenza veneta.
Chi ancora non si è iscritto al nostro movimento lo faccia in fretta, lo faccia subito.

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta

#6ottobre #tuttiavenezia #indipendenzaveneta

ottobre 1, 2012  |  blog, Politica  |  1 Comment  |  Share

Da martedì 2 fino a sabato 6 ottobre, andranno in onda spot radiofonici di Indipendenza Veneta sul grande evento di sabato prossimo a Venezia

  • radio Birikina
  • radio Bella e Monella
  • radio Marilú
  • radio Sorriso
  • radio Metrò
  • radio Clodia
  • Delta radio

 

I media parlano di Indipendenza Veneta

settembre 2, 2012  |  blog, Politica  |  No Comments  |  Share

Tratto da http://indipendenzaveneta.net/i-media-parlano-di-indipendenza-veneta/

Mentre continua l’azione politica senza sosta di Indipendenza Veneta con gazebi e attività nel territorio, i media danno rilievo al nostro progetto politico. Riportiamo a lato un articolo pubblicato oggi sul Gazzettino di Treviso.

Ricordiamo anche l’intervento di Gianluca Busato domani lunedì 3 settembre su TeleNuovo, dalle ore 12.50, nella prima puntata dopo la pausa estiva di Rosso & Nero.

Futuro per i giovani, rispetto per gli anziani, benessere diffuso!

agosto 19, 2012  |  Politica  |  2 Comments  |  Share

In tre anni il Veneto ha aumentato il proprio stato di attenzione alla causa indipendentista

luglio 20, 2012  |  blog, Politica  |  No Comments  |  Share

In tre anni ne è stata fatta di strada in Veneto verso l’indipendenza! L’evoluzione ha portato al radicale cambiamento dello scenario politico anche in casa indipendentista, passando dall’allora Partito Nasional Veneto, all’esperienza di Veneto Stato e oggi finalmente alla nascita di Indipendenza Veneta. A tal proposito pubblichiamo di seguito un articolo illuminante tratto dall’originale pubblicato al seguente link

Ci aspetta un anno tutto da scoprire, nel segno di Indipendenza Veneta

Tre anni fa esatti lo sport veneto e trevigiano viveva una fase drammatica della propria esistenza, decretata dall’esclusione della Benetton Rugby dalla Celtic League. La reazione e la rabbia tra i tifosi fu fortissima, al punto che chi scrive fu tra i promotori di Rugby Veneto, l’associazione che propose allora la creazione di una federazione di rugby veneta che rispondesse alla grave ingiustizia perpetrata della federazione italiana contro la regione che aveva vinto più della metà dei campionati italiani.
In tale frangente Luca Zaia e la lega nord furono tiepidi e decisero di non appoggiare un’iniziativa che probabilmente avrebbe allora catalizzato un processo non solo sportivo.
A distanza di tre anni la storia si è ripetuta, con Indipendenza Veneta che anche in questa occasione si è mossa subito in difesa dello sport veneto e trevigiano (mentre Gentilini invece lo tradiva), supportando, anche con l’adesione all’azionariato popolare di diversi soci, l’opera encomiabile di Riccardo Pittis, Paolo Vazzoler, Claudio Coldebella e di tutti i ragazzi che stanno cercando di salvare il basket trevisano, che ha fatto la storia della pallacanestro europea.
In questa occasione il governatore del Veneto Luca Zaia ha scelto di seguire le orme di Indipendenza Veneta e dopo la vergognosa esclusione del Basket Treviso ad opera della federazione italiana, ha questa volta seguito il pensiero di chi scrive e di Indipendenza Veneta, dichiarandosi a propria volta favorevole alla creazione della federazione veneta di basket.
Insomma, se tre anni fa il leader dell’allora partito di maggioranza in Veneto era rimasto pauroso nel recinto sportivo italiano, a distanza di tre anni pare aver maturato un po’ di coraggio (o forse disperazione causata dalla grave crisi di consenso della lega), seguendo il percorso indicato da Indipendenza Veneta.
Questo è un sintomo di una situazione che rivela in realtà un fenomeno carsico, che vede la parte sana della militanza leghista allontanarsi sempre più dalle indicazioni e dai diktat milanesi, per avvicinarsi, magari di nascosto, in qualche cena prima segreta e poi frequentando sempre più le nostre riunioni pubbliche e qualche volta anche private.
Questo fenomeno carsico di svuotamento ideologico della lega in Veneto fa ben sperare, perché pare rivelare il prossimo leit motiv della politica veneta.
La barra del timone la stiamo tenendo infatti noi. È Indipendenza Veneta che sta indicando a tutta la classe politica qual è la strada da seguire.
Lo dimostra con grande evidenza anche il video sotto riportato, con le parole contraddittorie, incoerenti e imbarazzate con cui un giovane dirigente leghista del Veneto orientale risponde alle domande del blogger Stefano Zanet che se, per svegliare la gente veneta dal loro “torpore” in cui è caduto da molto tempo, non fosse giunto il momento di indire in Veneto il referendum per l’indipendenza promosso proprio dal neonato movimento “Indipendenza Veneta”.

La tendenza in atto aumenterà ancor più nei prossimi mesi, con l’aggravarsi della crisi economico-finanziaria dell’Italia, che in fondo al tunnel, per parafrasare il nostro segretario Lodovico Pizzati, vede sempre più avvicinarsi la luce. La luce non dell’uscita dalla crisi, bensì del treno che avanza a una velocità sempre più forte.

È chiaro quindi che noi tutti abbiamo un compito grande, enorme.

Il nostro compito è di tenere ben dritta la barra del timone, con forza, coraggio e determinazione, nel segno di Indipendenza Veneta.

Dobbiamo essere consapevoli che ci seguirà tutta la politica veneta, perché l’Indipendenza Veneta è l’unica via di scampo, per non essere travolti dal treno inarrestabile della crisi italiana.

Dimostriamo allora di essere all’altezza del compito cui ci chiama la storia e impegniamoci con responsabilità e dedizione al successo e al rafforzamento di un’impeccabile organizzazione per l’Indipendenza Veneta!

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta

Veneto, stato dell’arte dell’indipendentismo: elezioni a Treviso

luglio 17, 2012  |  blog, Politica  |  No Comments  |  Share

Mercoledì 18 luglio nuovo incontro di Indipendenza Veneta a Treviso

Articolo tratto dall’originale http://indipendenzaveneta.net/mercoledi-18-luglio-nuovo-incontro-di-indipendenza-veneta-a-treviso/

Cari soci e simpatizzanti di Indipendenza Veneta,

Ricordo a tutti il consueto appuntamento di preparazione delle prossime elezioni di Treviso, che si terrà mercoledì prossimo 18 luglio 2012 alle ore 21 presso il ‪Ristorante Al Bassanello in Viale Fratelli Cairoli, 133 a Treviso. Chi vorrà partecipare ad una breve cena o una pizza prima che inizino i lavori è pregato di comunicarlo in modo da riservare i posti.

È oramai da più di un mese che abbiamo iniziato a preparare le elezioni di Treviso e possiamo ben dire che di strada ne abbiamo fatta tanta.

Siamo entrati nel vivo della definizione del programma amministrativo, con diverse proposte qualificanti in particolare per ciò che concerne gli aspetti legati all’economia della città, alla vivibilità, dagli aspetti di viabilità e parcheggi, alla programmazione di politica sociale.

Cosa aspetti allora per essere anche tu un protagonista della prossima stagione di Indipendenza Veneta a Treviso?

Sei una donna, o un uomo vero, oppure sei un finto cittadino passivo che sa solo lamentarsi senza fare alcunché per cambiare la tua situazione?

Se vuoi fare la tua parte, non mancare all’appuntamento di mercoledì prossimo a Treviso!

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta – Treviso
www.indipendenzaveneta.net

Gianluca Busato (Indipendenza Veneta): “Pomini si dimetta da presidente Ascom, per il bene della citta’”

luglio 12, 2012  |  blog, Politica  |  No Comments  |  Share

Duro attacco di Indipendenza Veneta ai vertici dell’Ascom di Treviso, accusati di passività e connivenza con i poteri forti che stanno causando lo svuotamento e la devitalizzazione della città di Treviso.

Riportiamo di seguito il comunicato stampa del movimento indipendentista, pubblicato in originale qui.

Indipendenza Veneta: “A Treviso serve un nuovo slancio vitale”

Gianluca Busato: “Pomini si dimetta da presidente Ascom, per il bene della città”

Nel corso delle prime riunioni di Indipendenza Veneta per la preparazione delle elezioni comunali di Treviso è emersa con grande evidenza la gravissima situazione in cui versa il centro storico di Treviso, a causa del proprio svuotamento e della continua costante e preoccupante perdita di vita economica.
In altre occasioni abbiamo già identificato le responsabilità politiche e decisionali di una situazione che purtroppo trova origine nell’ingordigia e nell’assoluta inadeguatezza della classe dirigente di Treviso, ben rappresentata dalle due cariatidi coetanee insediate a Cà Sugana (Comune) e Cà Spineda (Cassamarca).
Su tali figure, che hanno dato ampia prova della loro incapacità di affrontare le sfide della modernità, abbiamo già detto e ancora diremo. E soprattutto daremo un’alternativa per la loro veloce rimozione dalle sedie di comando dalle quali tanto danno hanno fatto alla città.
Oggi però vogliamo dare evidenza di un’altra responsabilità, che per certi aspetti è ancor più grave.
Ci riferiamo a chi dovrebbe avere come proprio unico compito la difesa degli interessi dell’associazione che guida, ovvero a Guido Pomini, presidente dell’Ascom Treviso. Pomini nel corso del suo mandato si è dimostrato del tutto passivo e inadeguato a capire le gravi criticità che stanno interessando la città di Treviso, testimoniate dalla nascita di molte altre associazioni di commercianti che cercano di supplire alla sua assenza.
Il presidente dell’Ascom Treviso non ha fatto uno straccio di azione per combattere il fenomeno dello svuotamento di Treviso: non ha mai sollecitato nemmeno una risposta urgente all’amministrazione pubblica, dopo la convocazione dei “portatori di interesse” (pare una malattia moderna…) per il rilancio del centro storico.
Purtroppo la latitanza di chi dovrebbe dar voce alle legittime aspettative di rivitalizzazione di Treviso sta creando un danno, aumentato ancor più dalla potenzialità inespressa di un ruolo così delicato nell’attuale momento storico che sta attraversando Treviso. A ben vedere anche i suoi colleghi presidenti della medesima associazione in altre città venete stanno dimostrando ben altra verve e capacità.
Per tale ragione riteniamo opportuno che Pomini dia al più presto le dimissioni da presidente dell’Ascom di Treviso. Lo faccia da solo, senza aiutini esterni. Approfitti dell’estate e magari dell’ennesimo flop dell’iniziativa “Treviso di Sera” (mal calibrata e del tutto avulsa dalle caratteristiche della città) per togliere il disturbo e scollare il suo pigro sedere da una sedia che forse se occupata da qualche suo collega più dinamico e responsabile potrebbe dare un impulso positivo alla città in questo grave momento.
Probabilmente una decisione saggia presa ora potrà aprirgli la strada per altre opportunità in cui far valere le sue doti inespresse nell’attuale ruolo che ricopre e soprattutto risparmiargli il peso di una scelta obbligata presa tra qualche mese sull’onda di proteste ben più veementi delle nostre considerazioni fatte per il bene della nostra città.

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta – Treviso

Veneto, stato dell’arte dell’indipendentismo: Indipendenza Veneta indica l’unica soluzione possibile

luglio 9, 2012  |  blog, Politica  |  No Comments  |  Share

Pubblichiamo di seguito un intervento di Gianluca Busato (di Indipendenza Veneta, articolo originale pubblicato al seguente link), per capire quale sia la situazione in Veneto, lo stato dell’arte dell’indipendentismo nel mese di luglio 2012.

Gianluca Busato: “Indipendenza Veneta è l’unica soluzione al declino irreversibile dell’Italia”

Osservavo in questi giorni alcuni miei amici che condividono da anni il mio pensiero per la parte di critica al sistema-Italia, non potendolo ovviamente difendere pena la disonestà intellettuale, ma che erano e restano freddi di fronte alla soluzione proposta, l’unica possibile, l’Indipendenza Veneta.
C’è in loro una sorte di cordone ombelicale, di tabù infrangibile nell’andare contro l’idea di un’Italia unita e (sic!) indivisibile.
Il loro limite nell’affrontare uno scenario di ovvia evoluzione geopolitica è d’altro canto il nostro limite nel saper comunicare che in realtà nulla si infrange.
L’attuale stato italiano ha saputo furbescamente prendersi in ostaggio il patrimonio culturale, artistico e un concetto del bello che in realtà va ben oltre l’esperienza stessa dello stato unitario. Anzi, a ben vedere proprio l’esperienza unitaria si è dimostrata per moltissimi aspetti incapace di reggere il confronto con i traguardi raggiunti quando di Italie ne esistevano più d’una. Io stesso amo l’Italia al punto che ne vorrei ben più di una, anche venti!
Il rinascimento italiano è forse l’epoca storica in cui massima è stata la nostra produzione artistica e letteraria. Sono stati molteplici gli sforzi di molta parte dell’intellighenzia italianista nel cercare di fondere nel concetto di Italia unita e indivisibile tutta la storia che in realtà non le appartiene. Uno sforzo simile fu fatto dal regime fascista e oggi ne viviamo una fase del tutto nuova, tanto pacchiana quanto simile a quella dell’infausto ventennio.
Il nuovo nazionalismo italiano nasce in questi ultimi anni per volontà iniziale di Carlo Azeglio Ciampi e oggi continuata dal salotto buono – ben rappresentato dall’efebo politico Montezemolo – che grazie alla mungitura delle aree produttive sfruttate dallo stato italiano miserrimo hanno vissuto di una rendita folle, privilegiata e totalmente parassitaria.
Ad esso negli ultimi anni ha contribuito, con un impegno finora inedito, proprio quella sinistra post-comunista che tanto aveva inveito negli scorsi decenni contro il nazionalismo fascista, salvo oggi riscoprirsi nuova interprete del nazionalismo della seconda ridicola repubblica, sperando di essere la levatrice della terza infausta messinscena repubblicana di uno stato italiano che cerca di sopravvivere a sé stesso e al proprio fallimento, reincarnandosi nella nuova repubblica dei comici. Beppe Grillo sarà l’ultimo per quanto breve re d’Italia che cercherà vanamente di illudere tutti che l’Italia sia una speranza storica che va divenendo realtà. Dopo di lui, il diluvio. Veneto.
Per chiudere il cerchio, il danno finale è stato fatto da una lega ignorante e inconcludente che ha fatto del razzismo e della xenofobia i propri deleteri cavalli di battaglia, per la propria incapacità culturale e politica di indicare la via all’indipendenza veneta.
Le minoranze che oggi non ne vogliono sentire, o che, per parafrasare il nostro presidente onorario Alessio Morosin, hanno intrapreso la strada della consapevolezza, se ne faranno una ragione, dato che la maggioranza dei veneti l’indipendenza la vuole, come hanno dimostrato i nostri sondaggi di inizio 2012. E se a gennaio eravamo il 53,3%, oggi possiamo stare certi che i favorevoli all’indipendenza veneta probabilmente saranno saliti quantomeno al 60%.

l’OCSE prevede un forte declino dell’economia italiano nei prossimi mesi

E l’estate calda che stiamo vivendo non farà che aumentare i favorevoli all’indipendenza. Anche oggi l’OCSE ha mostrato come i peggiori indici macroeconomici di previsione dell’andamento dell’economia per il prossimo semestre siano proprio quelli dell’Italia. Anche l’attacco vile di Monti e Montezemolo al presidente di Confindustria Squinzi stanno a dimostrare come l’attuale classe pseudo-dirigente stia cercando la via di fuga delle polemiche e delle scuse, avendo ormai perso ogni controllo sulla situazione.

Poco importa quindi se una minoranza per quanto arrogante difende l’indifendibile: l’unica loro forza è il predominio mediatico di cui godono, grazie a un sistema orribile di finanziamento pubblico (con il furto dei nostri soldi) di giornali e tv, che assicura alla congrega minoritaria del privilegio e del parassitismo una visibilità che in realtà non meriterebbero.
La via democratica e pacifica all’indipendenza veneta ha bisogno ora di farsi forza dell’adesione di tanti veneti per bene e di buona volontà, che ci aiutino nel rendere sempre più forte la sola organizzazione politica che oltre a render noto il problema, ha indicato anche la soluzione (l’unica): Indipendenza Veneta.

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta

Siamo un’altra repubblica: Indipendenza Veneta unica alternativa

Siamo un’altra repubblica: Indipendenza Veneta unica alternativa

luglio 4, 2012  |  blog, Politica  |  No Comments  |  Share

Sosteniamo con forza l’unico progetto che ci può restituire un futuro di dignità

L’estate rovente dell’Italia anno 2012 riesce a nascondere sotto una cappa di aria calda cocente e a tratti irrespirabile la propria condizione di stato in economia di guerra. Le parole non sono nostre, ma del presidente di confindustria Squinzi, che non rappresenta di certo un rivoluzionario, ma con ogni probabilità l’espressione organizzata della massima moderazione e l’interesse a non stravolgere l’equilibrio, quando questo esiste.
Non ero vivo nel 1916-17, o nel 1941-43 per farmi forza della memoria storica, ma anche effettiva di un paese in piena economia di guerra. Tale vuoto viene però colmato con la situazione odierna, pure calmierata da greggi di cittadini consenzienti che soffrono solo per aver soffocato in gola un urlo di effimera vittoria non arrivata e non per aver perso anche solo la speranza di un futuro.
I cittadini di questa penisola che oramai fatica a restare unita sotto un’unica organizzazione statale sempre più sfilacciata, autoreferenziale, in pieno autoconsumo parassita ai danni delle comunità morenti che col proprio sangue e i propri soldi la mantengono sembrano scivolare quasi senza forze e senza progetti per la propria vita verso uno stato di inedia in cui tutto si subisce e tutto sopporta prima dell’abisso.
Nel leggere le parole di un pubblico ministero, pubblicate ieri nel blog di Beppe Grillo, sui misteri vergognosi che hanno fatto da araba fenice per la nascita della seconda repubblica, mi sono venute naturali alcune considerazioni, amare.
La prima è che i pensieri di Antonio Ingroia vengono riportati su un organo ufficiale dell’organizzazione politica che si prefigge di costruire nuovamente il nuovo stato italiano, sempre attraverso il solito mito che la vuole veder morire e risorgere dalle proprie ceneri. Un esperimento che non ha alcuna speranza di portare da nessuna parte, perché cerca di perpetuare un mostro istituzionale che può reggersi solo sul parassitismo, sul rafforzamento delle proprie istituzioni centrali destinate ad essere il mostro stesso che cercano di sconfiggere guardandosi allo specchio. Ovvero, Antonio Ingroia sostiene che la seconda repubblica di fatto sia nata dalle trattative dello stato con la mafia, che hanno permesso di ritrovare un equilibrio istituzionale. Equilibrio che ora non c’è più e che necessita di una nuova trattativa tra poteri forti, perché i cittadini che Ingroia stesso cita a paravento in questo stato sono notoriamente un’entità effimera, inconsistente, che cercano malamente di seguire un hashtag imposto dal neo-pensiero mainstream, croccante, servito già pronto all’uso ogni mattina, nei nuovi canali di diffusione dei poteri forti del marxismo mai morto anche se celato sotto vestiti nuovi e digitali, puranche se incarnato da un comico che giocò un ruolo pesante proprio alla nascita della seconda repubblica, distruggendo mediaticamente la reputazione della prima che non voleva morire, fino al punto di farsi sacrificare con l’oblio mediatico.
La seconda considerazione è che, alla fine della storia, i fatti citati, i personaggi evocati, i destini incrociati che costituiscono la trama dello storytelling che stancamente accompagna la nascita della terza repubblica dei pagliacci non ci appartengono. Come cittadino veneto, nel leggere cosa lo stato italiano ha patteggiato con la mafia, mi è parso di leggere un capitolo del Padrino. Preciso, non il film di Coppola, bensì il romanzo di Mario Puzo da cui il più famoso film era ispirato. Un libro di quart’ordine, ma soprattutto un’opera che parla di cose che sono lontane da noi veneti, che non ci emozionano, che non ci vedono lettori appassionati, al massimo curiosi, come possiamo esserlo di un libro di Orhan Pamuk quando parla di Istanbul.

Il romanzo che accompagna le vicende dello stato italiano non prevede la compartecipazione emotiva dei cittadini veneti. Noi siamo un’altra repubblica, anche emotivamente, oltre che da un punto di vista sociale ed economico.

In questa calda estate in cui viviamo le vicende di un’economia di guerra scandita dai bollettini del comando che ha il compito di assuefarci al disastro strisciante della disoccupazione, della miseria, dei fallimenti, del furto delle risorse prodotte dai veneti, non abbiamo più scusanti per perseguire con forza e determinazione la nostra completa indipendenza veneta.
Per farlo sosteniamo con forza il soggetto politico che ha saputo costruire il progetto politico serio e concreto per ottenerla. Se già non l’hai fatto, iscriviti oggi stesso a Indipendenza Veneta e aiutaci, anzi aiutati a darti il futuro di dignità che ti spetta come cittadino veneto.
Siamo un’altra Repubblica, costruiamola in fretta, prima che l’abisso italiano ci trascini definitivamente nelle sue miserie.

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta

(tratto da http://indipendenzaveneta.net/siamo-unaltra-repubblica-indipendenza-veneta-unica-alternativa/)

Indipendenza Veneta sostiene Consorzio Universo, il basket Treviso e Riccardo Pittis

giugno 20, 2012  |  blog, Politica  |  No Comments  |  Share

Articolo originale: http://indipendenzaveneta.net/indipendenza-veneta-sostiene-consorzio-universo-il-basket-treviso-e-riccardo-pittis/

In un momento delicatissimo per lo sport trevigiano e in particolare per la pallacanestro Treviso, Indipendenza Veneta ha deciso di sostenere con grande forza e grande entusiasmo lo sforzo e la generosità straordinarie di Riccardo Pittis e del gruppo di persone che stanno portando avanti la sfida di Consorzio Universo per la sopravvivenza di una straordinaria squadra e di un movimento che ha fatto la storia del basket europeo.

Riunita in una riunione straordinaria, la sezione di Treviso ha deciso in particolare di dare voce alla proposta di Riccardo Pittis di creare un azionariato popolare con quote da 200 € a testa.

L’obiettivo è di raggiungere un quorum di 2.000 persone in 10 giorni: in tal modo potremo senz’altro far partire un’adesione anche di altri esponenti che si potranno unire alla raccolta di 400.000 € con quote raccolte tra i sostenitori della nostra squadra.

Forza ragazzi, forza trevisani: tutti assieme possiamo riuscire a far continuare lo straordinario sogno della pallacanestro Treviso.

Per commentare l’iniziativa di Riccardo Pittis potete collegarvi al suo profilo facebook (http://www.facebook.com/riccardo.pittis.3) e alla pagina di “A son fiero de esar veneto” (http://www.facebook.com/venetia.indipendente).

Riccardo Pittis è un esempio straordinario di un grande campione dello sport che provenendo da Milano ha scoperto in Treviso e nel Veneto una grande famiglia e un grande cuore, che oggi meritano di trovare da parte di tutti noi sostegno, forza ed entusiamo.

Treviso, 21 giugno 2012

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta – Treviso
Mobile: +39 348-8827427

DOMANI ALLE ORE 13 IN PIAZZA DEI SIGNORI CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL COMITATO “TREVISO, IO CI SONO” PER CONTINUARE LA STORIA DEL BASKET A TREVISO. PRESENTI VAZZOLER, IACOPINI, PITTIS E TUTTI QUELLI CHE AMANO QUESTA SQUADRA E CHE VOGLIONO CONTINUARE A VEDERLA VINCERE. VERRÀ COMUNICATO L’IBAN E TUTTE LE INFO NECESSARIE ALLA PARTECIPAZIONE POPOLARE.
VI ASPETTIAMO. PASSATE PAROLA PER FAVORE.