Il costo dell’alluvione

novembre 3, 2010  |  Politica  |  Share

Il Veneto produce ogni anno pressapoco €150 miliardi. Grossomodo parliamo di €3 miliardi a settimana. Con la A4 tra Vicenza e Verona ancora sotto acqua, con la connessione ferroviaria tra Padova e Vicenza l’altro ieri bloccata, con 270 negozi danneggiati solo nella città di Vicenza, possiamo parlare di perlomeno una settimana nella quale la nostra economia e’ stata parzialmente frenata. In che percentuale? Stando alle statistiche della citta’ di Vicenza, parliamo di 10700 persone vittime dell’alluvione su una popolazione di 120 mila abitanti: quasi un 10%. In paesi come Caldogno la percentuale e’ sicuramente piu’ alta. Anche con solo un 10-15% della nostra economia momentaneamente intasata per una settimana, stiamo parlando di mezzo miliardo di euro di mancato reddito regionale.

A questo si aggiungono naturalmente i danni alle autovetture, alle cantine, alle botteghe, alla merce, agli argini, alle strade, ai campi. Decine di migliaia di persone che come minimo hanno subito ciascuna danni per diverse migliaia di euro: moltiplicando l’ammontare dei danni si conta in centinaia di milioni di euro.

Mezzo miliardo di mancato reddito, piu’ alcune centinaia di milioni di euro in danni, con un conto a spanne parliamo di un costo complessivo dell’alluvione di €1 miliardo.

Di fronte a questa calamita’, lo stato italiano, tramite la sua diramazione regionale, ci promette qualche milione di euro per risollevarci. Che generosi. Dobbiamo ricordarci che ogni anno i veneti pagano €70 miliardi di tasse allo stato italiano. E di questi a malapena €9 miliardi tornano alla Regione Veneto, e pressapoco altri €6 miliardi tornano a comuni e province. Altro che una manciata di milioni per misericordia. Dove sono le decine di miliardi di euro che ci prosciugano ogni anno?

Ora che le acque caleranno, non caschiamo nelle circo di polemiche puntando il dito a questa o quella amministrazione locale per non avere previsto, o per non aver adeguatamente ripulito i letti dei fiumi. Il problema non sono gli amministratori veneti. Solo trattenendo TUTTE le nostre risorse fiscali in Veneto qualsiasi amministrazione sarebbe in grado di tutelare il proprio territorio. E’ inutile essere degli ottimi amministratori se mancano totalmente le risorse da amministrare.

Dobbiamo assolutamente riappropriarci delle nostre risorse, del nostro territorio. Per fare cio’ il primo passo e’ abbandonare la partitocrazia italiana che tiene per il collo i politicanti locali tramite un sistema di vassallaggio amministrativo di stile feudale.

Il secondo passo e’ dare supporto a Veneto Stato, perche’ solo con rappresentanti politici indipendenti eletti nelle amministrazioni locali possiamo richiedere come popolo la tutela internazionale per diventare completamente indipendenti e mantenere il 100% delle nostre risorse a casa nostra. Secondo il diritto internazionale non dobbiamo chiedere il permesso a Roma. I percorsi che sperano in una gentile concessione del parlamento romano (come la richiesta di statuto speciale, di autonomia, di federalismo) sono perdenti in partenza.

La soluzione politica tramite metodi civili e democratici esiste: il progetto si chiama Veneto Stato.

Lodovico Pizzati